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Risotto
all'Isolana La Bassa Veronese, terra ricca e fertilissima, fornisce vitelli, maiali, burro, formaggi, ingredienti che si sposano con il riso, un altro prodotto che si coltiva nella cittadina di Isola della Scala ed in zona fin dal XVI Secolo. |
Tagliare la carne a
dadolini, condire con sale e pepe macinato fresco, lasciar riposare per un'ora. Fondere il burro, mettere un rametto di rosmarino, rosolare bene la carne e cuocere a fuoco lento fino a completa cottura, quindi togliere il rosmarino. Far bollire il brodo, aggiungere il riso mondato, cuocere per circa 20 minuti a fuoco lento; il riso dovra' assorbire tutto il brodo. Condire quindi il riso con il condimento fatto in precedenza. Completare il risotto all'isolana con il formaggio profumato alla cannella. |
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Risotto al
radicchio Fra il 1860 e il 1870, Francesco Van Den
Borre perfeziona le tecniche dell'imbianchimento del radicchio gia' impiegate nella sua
terra natale, il Belgio, con altri ortaggi. |
Prendere il radicchio,
mondarlo, lavarlo e tagliarlo a pezzetti. In un tegame sciogliere il burro, unire la pancetta di maiale, la cipolla e l'aglio. Rosolare il tutto e aggiungere il radicchio, coprire il tegame tenendo presente che bastera' l'umidita' del radicchio per portarlo a cottura. Unire il riso, insaporirlo nella salsa, bagnare con poco vino rosso e quindi con il brodo, portarlo a cottura, mantecare con burro e grana. |
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Risi e
Bisi Antica, classica ricetta. Minestra o
risotto? |
Preparare il brodo in
anticipo con le carni, le ossa e le verdure; poi in un tegame, mettere a rosolare in poco
olio e burro la pancetta tagliata a dadini con la cipolla e l'aglio tritati finemente. Poi aggiungere i pisellini e lasciare cucinare fino a 3/4 di cottura, aggiungendo, di tanto in tanto, qualche cucchiaio di brodo affinché non si attacchino. A parte tenere il brodo in ebollizione, quindi versarvi il riso e lasciarlo cucinare fino a 3/4 di cottura, dopodiché aggiungere i pisellini e completare la cottura, aggiungendo nel contempo 2 cucchiai di prezzemolo tritato. E' importante che i pisellini siano abbondanti, cosi' la minestra acquistera' il suo bel colore tipico "verde-pisello". Condire il tutto con sale, pepe e poco parmigiano e alla fine questa minestra "non dovra' risultare molto brodosa". |
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Riso e
fegatini Minestra molto ricca di elementi saporiti e fortemente calorica a causa della presenza di molti grassi, proteine e riso. Per questo suo potere energetico era considerato beneaugurante tanto da essere d'obbligo nei matrimoni fino a qualche lustro fa. Il brodo era dato dall'enorme quantitativo di animali da cortile che venivano lessati e dei quali si utilizzavano anche i fegatini. |
La bonta' del risultato
dipende dalle varieta' delle carni usate. Di norma non devono mancare il manzo, la
gallina, l'anatra, il cappone. Una volta pronto il brodo, preparato come d'uso con carote, sedano, cipolle ed un mazzetto di odori, bisogna filtrarlo e quindi rimetterlo a bollire dolcemente. A parte, in una casseruolina, mettere a rosolare poca cipolla e sedano tritati, in una noce di burro. Unire i fegatini tagliati a pezzettini e fare insaporire per 10 minuti, bagnare con poco vino bianco e sfumare. Bagnare quindi con acqua e continuare la cottura per circa un'ora. Salare e pepare adeguatamente. Quando i fegatini saranno cotti, unirli al brodo che sara' in ebollizione, unire il riso e cuocere al dente. Servire insaporendo con grana grattugiato. |
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Risotto al
radicchio Fra il 1860 e il 1870, Francesco Van Den
Borre perfeziona le tecniche dell'imbianchimento del radicchio gia' impiegate nella sua
terra natale, il Belgio, con altri ortaggi. |
Prendere il radicchio,
mondarlo, lavarlo e tagliarlo a pezzetti. In un tegame sciogliere il burro, unire la pancetta di maiale, la cipolla e l'aglio. Rosolare il tutto e aggiungere il radicchio, coprire il tegame tenendo presente che bastera' l'umidita' del radicchio per portarlo a cottura. Unire il riso, insaporirlo nella salsa, bagnare con poco vino rosso e quindi con il brodo, portarlo a cottura, mantecare con burro e grana. |
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Lesso
misto con peara' Si tramanda che la salsa sia stata
inventata da un cuoco veronese in servizio alla corte dei longobardi, per risvegliare
l'appetito della regina Rosmunda. |
Prendere la carne di manzo,
la gallina, il vitello e far bollire il tutto con le verdure e il sale per 3 ore. A parte si prepara anche la lingua salmistra' che viene prima lavata per bene così da far perdere il trattamento che le si e' fatto; il cotechino e la testina saranno cotti separatamente; il cotechino bisogna avere cura che non si rompa, infilando due stecchini. Queste carni si servono con la peara'. Per la salsa peara': raccogliere il brodo non sgrassato di un buon pezzo di manzo lesso. Prendere il pane raffermo e renderlo biscotto in forno, senza bruciarlo. Porre a fuoco lento una pentola con il midollo di bue, di vitellone e di maiale o di manzo, e scioglierlo da crudo. Quando il midollo si sara' fuso con il calore, versare un mestolo di brodo per persona ben bollente. Dopo qualche minuto di bollitura, versare un pugno di pane grattugiato per persona, lasciando bollire molto lentamente per almeno un'ora e mezzo, due ore. Un quarto d'ora prima di ritirare dal fuoco, aggiungere il pepe sottile e granuloso. |
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Seppie
alla Venexiana La cucina del popolo di Venezia
ricorreva al pesce fresco pescato in giornata e cucinato in modo semplice. |
Prendere delle seppie non troppo grandi e
pulirle, togliere il sacchetto nero che verra' messo da parte, lavarle e taglierle a
listarelle. Soffriggere nell'olio di oliva l'aglio con la cipolla finemente tritata (l'aglio si puo' mettere a spicchi e toglierlo quando e' rosolato). Aggiungere le seppie, dopo averle fatte rosolare, unire il prezzemolo e condire con poco sale e pepe. A questo punto aggiungere, volendo, la salsa di pomodoro, il nero messo precedentemente da parte e bagnare col vino bianco. Continuare la cottura a fuoco moderato aggiungendo brodo (di pesce); se occorre. A cottura ultimata il risultato dovra' essere cremoso e non liquido. |
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| Filetto di persico al vino bianco Ricetta diffusa sulla sponda orientale del lago di Garda, probabilmente consolidatasi negli anni Cinquanta, in concomitanza di buone rese del pescato grazie ai ripopolamenti effettuati negli anni a ridosso della seconda guerra mondiale.
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Eviscerare, squamare e lavare
il pesce. Togliere i filetti. |
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Zuppa di
pesce di lago alla Gardesana Ricetta attestata nell'alta riviera orientale del Garda ed in altre localita' rivierasche. L'origine e' probabilmente abbastanza recente; va peraltro conoscendo crescente popolarita'. La ricetta e' descritta in AA.VV. "Pesci, pesca e cucina del Lago di Garda" e, con varianti, in M. ZUANELLI - E. PELLEGRINI "La cucina del Lago di Garda" (1994). |
Pulire, squamare e lavare il pesce, sfilettare e
tagliare a tocchetti tenendo separate le qualita'. Fare un fumetto con le carcasse del pesce, il sale e le verdure. A parte, in una casseruola, rosolare con olio extravergine d'oliva le rimanenti verdure tritate. Aggiungere la polpa di pomodoro, il peperoncino e l'aglio tritato, bagnare con il fumetto di pesce filtrato, portare a bollore quindi unire il pesce in base ai tempi di cottura di ognuno. Unire infine la maggiorana e il prezzemolo tritato. Servire con pane grigliato. |
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| Sardele in saor Anche questo piatto, fa parte
della vecchia tradizione veneziana, infatti queste sardele venivano mangiate dalle
famiglie veneziane sulle barche durante la festa del Redentore la notte precedente la
terza domenica di luglio.
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Squamare bene le sarde,
privarle delle teste e lavarle sotto acqua corrente; infarinarle leggermente e friggerle
in olio fino a 3/4 della loro cottura. |
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Carpione
in salsa di "sardene" Piatto presente nell'alto Garda;
l'origine e' probabilmente abbastanza recente ed e' da considerarsi una variante di simili
elaborazioni con il luccio (luss en salsa) o con la trota. |
Lessare per mezz'ora il
carpione in court-bouillon. Scolare il pesce, togliere la pelle e i filetti. Disporre su piatto piano, alternare chenelle e filetti, ricoprire di salsa di sardene il pesce. Per la salsa: sfilettare gli agoni ben lavati. Tritare finemente e soffriggere in padella a fuoco dolce con olio extravergine di oliva, unire l'aceto quanto basta, la cannella e addensare. |
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Trippa in
brodo Piatto molto tipico servito da sempre
nelle osterie dei mercati agricoli dove venivano contrattati i prodotti della terra o gli
animali da lavoro. |
Precuocere
la trippa in acqua salata ed aromatizzata con verdure. Scolare e raffreddare. |
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Risotto all'Amarone in cialda di Parmigiano |
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Nadalin Classico dolce natalizio veronese, pare
si debba attribuire ad un soldato di ventura appartenente alle centurie dei
lanzichenecchi. |
Fare una fontana con la
farina bianca, mettere al centro tutti gli ingredienti, lavorare il tutto con molta cura,
lasciare ben lievitare per almeno tre ore in un ambiente tiepido, coperto da un panno. Riempire con il composto descritto uno stampo profondo a forma di stella e cospargere con i pinoli. Cuocere a fuoco medio, in forno per almeno 50 minuti. Cospargere con lo zucchero a velo. |
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Fritole
venexiane - Frittelle Veneziane Cibo delle feste carnevalesche fin dal
Rinascimento. |
Sciogliere in un recipiente
concavo il lievito di birra con poca acqua tiepida e lo zucchero; aggiungere la grappa e
incorporare la farina aggiungendo l'acqua occorrente. Poi lavorare bene la pasta fino a che non si formino bollicine di aria alla superficie, quindi coprirla con un tovagliolo e farla lievitare in un posto caldo. Quando la pasta sara' almeno raddoppiata, incorporare l'uvetta, i cedrini tritati e i pinoli, infine friggere in olio caldo e scolare le frittelle su carta assorbente, sistemarle su piatto di portata dando la forma di piramide, spolverarle con zucchero a velo e servirle ancora calde. |
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Crostoli - Galani
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Fare con la farina una
fontana sulla spianatoia, aggiungere le uova, la grappa, il burro fuso, il sale ed
amalgamare sino ad ottenere un composto omogeneo. Lasciare riposare per circa 1 ora. Stendere una sfoglia sottile, ritagliare con l'apposito attrezzo dei rettangoli da dorare in olio caldo ed abbondante. Rigirarli, per ben 2 volte, scolarli dall'eccesso di grasso, porli su carta assorbente e spolverarli abbondantemente di zucchero. |
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Torta de
paparele Dessert abbastanza noto in terra veneta e veronese. G. MAFFIOLI in "Il ghiottone veneto" (1968) scrive che "somiglia stranamente ad un dolce greco o turco, il katayit", il che potrebbe far supporre trattarsi di uno dei piatti di "area bizantina" assorbita dalla cucina veneziana. Per il contesto veronese si riporta la ricetta in G. RAMA "La cucina veronese" (1985) ed in G. CAPNIST riporta "La cucina veronese" (1987); che propone quale variante l'omissione del liquore. |
Impastare la farina, il
burro fuso (50 g); le uova intere e il sale. Tirare la pasta molto sottile, far asciugare,
imburrare una tortiera e infarinare. Tritare le mandorle finemente, metterle in una terrina con lo zucchero e il limone grattugiato; tagliare la pasta a tagliatelle sottili, disporre sul fondo della tortiera uno strato della medesima, spolverizzare con mandorle, zucchero e limone, spruzzare di liquore e unire fiocchi di burro. Procedere fino alla fine degli ingredienti. Coprire la tortiera con carta da forno e cuocere a 170° per circa un'ora. A cottura ultimata spruzzare la torta con succo di limone. |
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Bosa
gratinata al forno Secondo F. MALFER "Il Benaco"(1929) la bottatrice (bo'sa nel dialetto gardesano) venne immessa nel Garda nel 1876, proveniendo dal lago d'Iseo, oppure vi giunse attraverso il Ponale a seguito delle semine effettuate nel 1875 nel lago di Ledro, dal quale e' stata "importata" sul Garda questa ricetta presente in AA.VV. "Pesci, pesca e cucina del Lago di Garda (1986). |
Lessare la bosa nel
classico court-bouillon. A cottura ultimata scolare il pesce, togliere la pelle, disporre in pirofila imburrata, spolverare il pesce con pane grattugiato, contornare con patate lessate tagliate a rondelle, salare e pepare. Ungere il tutto con burro fuso, spruzzare il pesce con succo di limone, quindi passare alla salamandra per qualche minuto. Servire con prezzemolo tritato. |
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Baccala'
alla Vicentina Fra i tanti modi di preparare il baccala' nel Veneto, il piu' famoso e' quello "alla Vicentina". Si tratta di una ricetta ebraica, dal momento che si impiega il latte e il formaggio, considerati dalla Chiesa cattolica "cibi di grasso" fin dall'inizio del secolo XX. Questo piatto ha cominciato ad essere preparato a Vicenza solo dopo la prima guerra mondiale, diventando in breve tempo famoso e molto richiesto. Nell'Altopiano di Asiago attualmente lo si prepara il Mercoledi' delle Ceneri, detto "Carnevaletto", soprattutto a Camporovere e Canove. |
Pulire lo stoccafisso
bagnato, tagliare a pezzi di 15 cm di lunghezza. Preparare un pesto di cipolla,
prezzemolo, acciughe e formaggio grana. Disporre in tegame di coccio uno strato di stoccafisso infarinato, pepe, sale, una spruzzatina abbondante di pesto, olio, burro e continuare fino a completamento. Mettere sul fuoco per 10 minuti a temperatura bassa, aggiungere il latte bollente e olio fino a coprire. Far sobbollire lentissimamente per 4 ore senza coprire. |
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Anguilla
en sguasset Piatto tradizionale della sponda orientale del lago di Garda. Per l'origine del termine sguasét (umido di pesce con erbe prezzemolo, erbesìne e cipolla soffritta in olio, con aggiunta di piselli e del pesce gia' rosolato per la completa cottura) si vede P. CRESCINI "Il vocabolario dei pescatori di Garda" (1987). |
Soffriggere
in una teglia con olio extravergine d'oliva le verdure tritate, eviscerare l'anguilla,
togliere la pelle, lavare e tagliare a tocchetti; salare, pepare, infarinare e rosolare il
tutto con olio in un altro recipiente. |
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